Vista 28 Settembre 2018 su sentiero che porta da Centro Uomo Natura a Dötra

Stella Alpina (Leontopodium)

 

Fioritura: luglio/settembre

E' un genere di piante erbacee appartenente alla famiglia delle Asteraceae o Compositae. Il nome del genere (Leontopodium) significa letteralmente “piede leonino”, ed è un adattamento latino del greco “leontopódion” (λεοντοπόδιον) da “léon” (= leone) e “pódion” (= piede), ed è stato introdotto nella nomenclatura floristica dal botanico Robert Brown, facendo riferimento alla forma dei capolini fiorali simili ad una zampa di leone. In tedesco prende il nome di Edelweiss. In genere queste specie sono riccamente lanose per limitare l'eccessiva traspirazione in quanto la maggior parte sono originarie di habitat aridi e secchi. Più il sole è intenso, più si ricoprono della fitta inconfondibile lanugine bianco-argento che rende questo fiore così amabile, tenero e morbido all'aspetto.

Fioritura dura un mese tra aprile e settembre. È molto usato in cucina, come molte altre specie di timo. In particolare, per le sue proprietà antibatteriche, è molto utile per aiutare la digestione e ridurre la fermentazione intestinale, ad esempio, accompagnando un piatto di fagioli

Serpillo (Thymus serpyllum L.)

Fioritura: aprile/settembre

Anche detto pepolino, pipernia o timo selvatico è una pianta appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Comune in tutta Europa e Nord Africa, è una delle specie di timo più diffusa, utilizzata da secoli per scopi culinari, ornamentali e medicinali.

È una pianta erbacea strisciante, molto variabile, alta da 10 a 30 cm. Fusti prostrati striscianti o ascendenti, sottili, radicanti, ramosi. Foglie piccole da lineari ad ellittiche, cigliate alla base, piane. Fiori piccoli, a corolla bilabiata, in spicastri corti apicali. Colore variabile dal bianco al rosa al violetto. La fioritura dura un mese circa, in un periodo variabile tra aprile e settembre.

Cresce in terreni ben drenati, sabbiosi, su pendii soleggiati, nella boscaglia, fino a 2600 metri di altitudine.

Questa varietà di timo è una buona pianta mellifera, molto bottinata dalle api che ne ricavano anche un miele monoflora.

 

Sono piante a ciclo riproduttivo biennale per mezzo di gemme poste al suolo. Nel corso del primo anno presentano solamente una rosetta fogliare mentre nel secondo anno fioriscono completamente

Cardo asinino (Cirsium vulgare)

Fioritura: luglio/settembre

E' una pianta erbacea biennale, abbastanza robusta e caratteristicamente spinosa, appartenente alla famiglia delle Asteraceae

La pianta può raggiungere l'altezza di 1,5 m (ma a volte può superare anche i 2 m fino a 3 m) normalmente è alta sui 50-70 cm. È pelosa (peli tipo tricomi), molto robusta e pungente. È considerata una pianta arbustiva.

I fiori sono ermafroditi (a volte quelli più periferici sono sterili) e tutti di forma tubulos.

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama) o eventualmente ad opera del vento (impollinazione anemogama). Tra gli insetti si possono citare le farfalle e soprattutto le api: queste piante sono delle buone mellifere.

 

I fiori sono ermafroditi, zigomorfi (del tipo bilabiato), con quattro verticilli, ossia tetraciclici (calice – corolla - androceo – gineceo) e pentameri (la corolla è a 5 parti). Lunghezza totale del fiore: 18 – 23 mm.

Cresta di gallo comune (Rhinanthus alectorolophus)

Fioritura: maggio/agosto

E' una pianta erbacea dai delicati fiori gialli, appartenente alla famiglia delle Orobanchaceae.

Il nome del genere (Rhinanthus) è stato assegnato dal biologo e scrittore svedese Carl von Linné nel 1737, accostando due termini greci: rhin o rhinòs (= naso) e ànthos (= fiore) e fa riferimento alla particolare forma del fiore (fiore nasuto).

L'altezza media di queste piante varia da 10 a 60 cm. La forma biologica è terofita scaposa (T scap), sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme, sono inoltre munite di asse fiorale eretto con poche foglie. Sono inoltre piante semiparassite (ossia contengono ancora clorofilla) e sono provviste di uno o più austori connessi alle radici ospiti per ricavare sostanze nutritive.

L'habitat tipico per queste piante sono i pascoli e prati mesofili e igrofili; ma si trova anche nei campi e colture varie. Il substrato richiesto è sia calcareo che siliceo, con pH neutro e medi valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido.

 

L'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama - api). In queste piante è presente un particolare meccanismo a "pistone": le antere formano un tubo nel quale viene rilasciato il polline raccolto successivamente dai peli dallo stilo che nel frattempo si accresce e porta il polline verso l'esterno.

Campanula soldanella (Campanula rotundifolia)

Fioritura: maggio/settembre

E' un'elegante e delicata pianta dai fiori blu a forma di campana, appartenente alla famiglia delle Campanulaceae.

L'altezza di queste piante è variabile da 10 a 60 cm. La forma biologica è definita come emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e sono dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Se stropicciata o spezzata la pianta rilascia un succo bianco lattiginoso e denso

 

Quasi tutte le specie della famiglia hanno foglie composte, pennate o palmate. Il cosiddetto "fiore papilionaceo", formato da un petalo più grande, chiamato vessillo e altri due petali che contengono l'ovario (le carene) e le ali, è un carattere tipico delle specie della sottofamiglia Faboideae, non condiviso con Caesalpinioideae e Mimosoideae (vedi sotto).

Ginestrino (Lotus corniculatus L.)

Fioritura: maggio/luglio

E' una pianta appartenenti alla famiglia delle Fabacee (o Leguminose). È comune dappertutto nei luoghi erbosi ed è buona foraggera.

Questi vegetali vengono consumati sia freschi che cotti e contengono molta acqua e proteine. Spesso nell'alimentazione vengono associati ai cereali, in quanto questi due tipi di alimenti si integrano a vicenda dal punto di vista nutrizionale. I legumi forniscono anche un importante apporto energetico, essendo costituiti per lo più da carboidrati, sono inoltre fonte di acido folico, vitamina B1, vitamina H, diversi minerali tra i quali ferro, zinco e magnesio, fibre[3]. Nei legumi sono presenti tre oligosaccaridi: raffinosio, stachiosio e verbascosio (in quantità massime nei legumi secchi, minime in fagioli e piselli freschi), che non vengono digeriti dagli enzimi del tratto gastrointestinale e fermentano nella flora batterica del colon, con una produzione di gas da 3 a 6 volte maggiore degli altri nutrienti.

 

I fiori tetra-ciclici, ossia sono presenti 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo (in questo caso il perianzio è ben distinto tra calice e corolla) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori sono gamopetali, ermafroditi e attinomorfi. Lunghezza del fiore: 20 – 100 mm.

Raponzolo montano (Phyteuma betonicifolium)

Fioritura: maggio/agosto

E' una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Campanulaceae.

Queste piante arrivano al massimo ad una altezza di 25 – 70 cm. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e sono dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Gli scapi sono semplici e indivisi. Queste piante contengono lattice.

L'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama con api e farfalle anche notturne). In queste piante è presente un particolare meccanismo a "pistone": le antere formano un tubo nel quale viene rilasciato il polline raccolto successivamente dai peli dallo stilo che nel frattempo si accresce e porta il polline verso l'esterno.

 

La costolina giuncolina o erba piattello, volgarmente chiamata anche falso dente di leone, è una pianta erbacea rustica commestibile utilizzata a scopo alimentare e a scopo fitoterapico per le sue proprietà benefiche

Costolina giuncolina (Hypochaeris radicata)

Fioritura: maggio/ottobre

E' una pianta erbacea perenne della famiglia delle Asteracee.

Le foglie della rosetta basale possono essere consumate crude, in insalata, lessate o ripassate in padella con olio, aglio e peperoncino; diffuso anche l'utilizzo per frittate e per torte salate. Meno frequente l'uso degli scapi fiorali, più amari delle foglie, che si impiegano in frittate. In passato le radici tostate sono state utilizzate come succedaneo del caffè.

La specie è comune in tutta Europa, sino al Caucaso. In Italia è presente in tutte le regioni, comprese le isole maggiori.[2] È stata introdotta in America[3], Asia[4], Australia[5] dove è considerata una specie invasiva.

 

La dattile è un'essenza da sfalcio (possibilmente a inizio spigatura) o da pascolo. Con lo sfalcio è utilizzata come fieno o come insilato. In genere non si utilizza in coltura pura, bensì come componente di prati oligofiti. In particolare si presta alla consociazione con l'erba medica in virtù della sua limitata aggressività.

Dattile (Dactylis glomerata)

Fioritura: maggio/giugno

Conosciuta anche con i nomi erba mazzolina e pannocchina è una specie erbacea della famiglia delle Poaceae ampiamente coltivata come pianta foraggera.

È una pianta molto rustica, sopporta temperature invernali basse, condizioni di siccità e tutti i tipi di terreno. È anche molto produttiva (100-120 q/ha, tra le perenni seconda solo a Festuca arundinacea) e molto longeva. È una specie a lento insediamento, per la semina necessita buona preparazione del terreno. Può essere seminata sia in primavera (a marzo, per evitare le gelate tardive a cui è sensibile) sia in autunno (entro fine agosto, per consentire lo sviluppo prima dei rigori invernali).

 

I rimedi di omeopatia: il paziente Rumex crispus: sensibilità all’aria fredda, infiammazione, calore e rossore al volto

Rumex crispus

Fioritura: giugno/luglio

E' una pianta appartenente alla famiglia delle Poligonacee. Il nome del genere Rumex deriva dal latino lancia e la specie crispus dalla caratteristica delle foglie di avere i bordi increspati.

Pianta perenne, altamente infestante, alta da 40 cm ad 1 m.; portamento cespitoso; fusto eretto; rizoma a fittone carnoso/legnoso che può affondare nel terreno fino a 80 cm. di profondità; foglie basali, con picciolo mediamente lungo e appiattito, a rosetta lanceolate con apice acuto, le foglie del fusto sono piccole con picciolo ridotto; fiori ermafroditi appaiono a primavera inoltrata, riuniti in racemi verde-rossicci emergenti dalle ascelle fogliari superiori formano una pannocchia densa e lunga; frutto achenio subovoidale a base ed apice acuti, racchiuso da tre tepali interni del fiore. L'impollinazione avviene per via anemofila.

 

Nella credenza popolare queste piante anticamente erano usate per curare i morsi di serpente (si trituravano i semi). Pianta mangereccia, anche se non molto conosciuta. Nel nord-est, in una tipica ricetta popolare, viene usata come ripieno dei ravioli con ricotta. L'industria da questa pianta ricava saponi.

Silene dioica (Silene dioica)

Fioritura: aprile/settembre

E' una pianta erbacea perenne alta fino a 80 cm, pelosa, dai delicati fiori di colore rosa intenso, appartenente alla famiglia delle Caryophyllaceae.

Il nome del genere (Silene) si riferisce alla forma del palloncino del fiore. Si racconta che Bacco avesse un compagno di nome Sileno con una gran pancia rotonda. Ma probabilmente questo nome è anche connesso con la parola greca “sialon” (= saliva); un riferimento alla sostanza bianca attaccaticcia secreta dal fusto di molte specie del genere. “Dioico” deriva dalla particolarità di avere i fiori unisessuali: o solo maschili o solo femminili.

L'infiorescenza è del tipo a pannocchia lassa o più precisamente bipara ampia: ossia i fiori crescono da ambo i lati rispetto al fiore apicale con 3 – 9 fiori totali (infiorescenza chiamata anche “dicasio racemoso”).

L'infiorescenza è del tipo a pannocchia lassa o più precisamente bipara ampia: ossia i fiori crescono da ambo i lati rispetto al fiore apicale con 3 – 9 fiori totali (infiorescenza chiamata anche “dicasio racemoso”).

I fiori sono raggiati (a simmetria attinomorfa) e pentameri. Sono inoltre unisessuali (dioici), ossia troviamo piante con soli fiori maschili che hanno solo gli stami; e piante con soli fiori femminili con solo l'ovario e gli stili. 

 

Nella medicina popolare gli infusi di trifoglio venivano utilizzati nel trattamento dell'ipercloridria. La ipercloridria è una disfunzione dell'apparato digerente, consistente nell'eccesso di acido cloridrico nel succo gastrico

Trifolium pratense

 

E' pianta erbacea perenne dellla famiglia della fabaceae, geograficamente diffusissima, dalle Americhe, all'Europa, alla Russia. Nei pascoli di alta quota è presente la sottospecie nivale.

L'altezza della pianta arriva sino ai 30 cm. Resiste ottimamente al freddo, arrivando a popolare suoli fino ai 2600 m sul livello del mare. La buona adattabilità di questa foraggera ai terreni di montagna è confermata anche dalla sua buona tolleranza all'acidità: la pianta trova in un pH del suolo compreso tra 6,6 e 7,6 il proprio livello ottimale, ma si riesce ad ottenere buone produzioni anche con pH compresi tra 6 e 6,5.

Il Trifolium pratense non è eliofilo quanto le altre leguminose, quindi si presta alla trasemina. Tuttavia è notevolmente danneggiato dal secco, quindi per tutto il ciclo vegetativo necessità di regolari apporti d'acqua. Non sopporta comunque i ristagni: nel caso di irrigazione è importante irrigare con piccoli quantitativi piuttosto regolarmente, piuttosto che fornirgli elevati apporti idrici che possono essere anche più dannosi della siccità.

Coltivata, oggi come nel passato, come foraggera; è preferita nel ciclo della rotazione delle colture poiché Trifolium pratense possiede attorno alle radici una sostanza in grado di fissare l'azoto atmosferico in ammonio, che disciolto nel suolo è la fonte principe di azoto per le piante. Com'è noto, l'azoto è indispensabile a tutte le piante per la formazione delle proteine strutturali, che costituiscono lo scheletro o struttura portante della pianta. Ottima erba da foraggio, tanto che era chiamata nei secoli passati "erba da latte" per i bovini (tale appellativo è ancora in uso presso gli anziani contadini).

 

Non è una pianta amata dal bestiame pascolante a causa dei composti tossici che contiene e, se l'alimentazione fosse costituita solo da quest'essenza fresca, il latte degli animali sarebbe amaro e di colore rossastro. Fortunatamente l'essiccazione degrada queste sostanze. Non fa bene neanche agli umani ai quali può provocare dermatiti da contatto; l'unica a guadagnarci, soltanto guardando queste distese dorate, è la vista che si rallegra di fronte a tutta questa luminosità.

Ranuncolo comune - Ranunculus acris

Fioritura: aprile/settembre

E' una pianta della famiglia delle Ranunculaceae, comune nelle vicinanze delle siepi e nei prati.

Il nome generico (Ranunculus), passando per il latino, deriva dal greco Batrachion[1], e significa “rana” (è Plinio scrittore e naturalista latino, che c'informa di questa etimologia) in quanto molte specie di questo genere prediligono le zone umide, ombrose e paludose, habitat naturale degli anfibi. Il nome specifico (acris) deriva dal latino e significa “acre” o "acerbo", ma anche “tagliente" o "pungente" probabilmente qui si fa riferimento alle caratteristiche di questa pianta un po' caustica e corrosiva. Secondo Pignatti da un punto di vista grammaticale si dovrebbe usare il vocabolo acer (acris viene usato per nomi al femminile).

 

Secondo alcuni autori deriva dal greco anthos= fiore e rhyschos= siepe, quale fiore di siepe, poichè cresce di frequente lungo le siepi, mentre il nome specifico sylvestris = selvatico, che ama i boschi

Anterisco o cerfoglio dei prati - Anthriscus sylvestris

E' noto anche come cerfoglio selvatico o mirride salvatica, è una pianta biennale o perenne appartenente alla famiglia delle Apiaceae. Può essere confusa con altri vegetali simili, come la cicuta. 

Pianta erbacea perenne, che odora di carota, provvista di grosse e lunghe radici fusiformi; con fusti robusti ramificati, eretti, solcati, cavi, glabri nella parte superiore, irsuti nella parte inferiore, senza macchie color porpora ai nodi. Altezza 50-130 cm.

Habitat: Lungo i sentieri di montagna, su prati fertili falciabili, ai margini dei boschi, incolti e siepi.Vegeta sia in pieno sole che a mezz'ombra su suoli ricchi di azoto, leggermente acidi, da freschi a umidi, da 0 a 1500 m raramente fino a 2200 m s.l.m.

Diverse specie di Vicia sono usate come foraggio. Alcune specie, delle quali la più nota è Vicia faba (la fava), sono usate per l'alimentazione umana. Molte specie di Vicia, tuttavia, contengono sostanze debolmente o moderatamente tossiche come la fasina.

Vicia villosa

Fioritura: marzo/giugno

E' un genere di piante della famiglia delle Fabacee (o Leguminose), comprendente oltre 200 specie, note volgarmente come veccie. A questo genere appartengono anche alcune specie coltivate, la più nota delle quali è la fava.

Le specie di questo genere sono erbe annuali o perenni. Le foglie sono composte, e in quasi tutte le specie terminano con filamenti dotati di capacità rampicanti. I fiori hanno la tipica conformazione dei fiori delle leguminose (corolla papilionacea) e, a seconda delle specie, sono solitari o riuniti in racemi. I colori variano con le specie e talvolta anche all'interno della stessa specie; i colori più frequenti sono porpora, viola e blu, ma non mancano il bianco, il giallo e il rosso. I frutti sono legumi. Le radici contengono noduli per la fissazione dell'azoto.

 

È velenosa se ingerita. A forti dosi può provocare paralisi e tachicardia. Questa pianta è spesso utilizzata come rimedio nella fitoterapia. Un'infusione di foglie viene utilizzata come trattamento, per uso esterno, di traumi e contusioni, ma non deve essere utilizzata sulle ferite. Per questo scopo l'arnica si utilizza anche sotto forma di pomata

Arnica - Arnica montana

Fioritura: giugno/agosto

E' un'erba medicinale della famiglia delle Asteraceae, ghiandolosa, perenne, a fusto eretto e mediamente robusto, alta 20 – 60 cm, dai grandi capolini di colore giallo aranciato con caratteristici petali "spettinati" e dal gradevole odore aromatico.

Il nome del genere (Arnica) potrebbe derivare da una alterazione del tardo-latino ptàrmica, a sua volta derivato dal greco ptarmikos (starnutatorio) con allusione alle proprietà starnutatorie connesse con l'odore della pianta. Altri autori però preferiscono partire dalla parola greca arnakis (pelle di agnello) facendo riferimento alla delicata tessitura delle sue foglie.

 

Vegeta normalmente nei boschi, e comunque in luoghi ombrosi e umidi; dalle foglie basali sale un lungo fusto che sorregge il caratteristico fiore giallo con i petali zigrinati sul bordo esterno.

Sparviere dei boschi - Hieracium murorumo

Fioritura: maggio/settembre

E' una pianta erbacea spermatofita dicotiledone della famiglia delle Asteraceae.

Il nome generico (Hieracium) deriva dalla parola greca hierax o hierakion (= sparviere, falco). Il nome del genere è stato dato dal botanico francese Joseph Pitton de Tournefort (1656 - 1708) rifacendosi probabilmente ad alcuni scritti del naturalista romano Gaio Plinio Secondo (23 - 79) nei quali, secondo la tradizione, i rapaci si servivano di questa pianta per irrobustire la loro vista. Il nome specifico (murorum = dei muri) fa riferimento ad un tipico habitat della pianta. 

L'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).

 

Ha un sapore acidulo e si usa in aggiunta alle insalate fresche, agli spinaci e le verdure cotte in genere. Le foglie possono essere consumate fresche in piccole quantità. Si prepara anche una salsa per accompagnare pesce e carne.

Acetosa o erba brusca - Rumex acetosa

Fioritura: maggio/ottobre

E' una pianta erbacea della famiglia delle Polygonaceae, perenne, provvista di una grossa radice, dalla quale, in primavera, si sviluppa un fusto eretto, semplice o poco ramificato di colore rossastro, può raggiungere l'altezza di un metro. La pianta contiene vitamina C, ossalato di ferro, acido ossalico e ferro. Ha proprietà diuretiche, rinfrescanti, antinfiammatorie, essendo ricca di ossalati e di antrachinoni. Discrete proprietà emmenagoghe, stomachiche. Le foglie sono consumate fresche come blando depurativo, oppure si usa un infuso di 30 g di radici per 1 l d'acqua. Viene usata per curare l'acne, le pelli grasse e la puntura di insetti, usando un decotto di 15 g di foglie fresche per 1 l d'acqua, e bevendone due tazze al giorno sempre lontano dai pasti. Con le foglie decotte si prepara un cataplasma utile per curare gli ascessi. Per uso esterno, come pediluvio per favorire la circolazione e il decongestionamento, si prepara un decotto d 50 g per 2 l d'acqua poi uniti all'acqua del pediluvio. Proibita a quanti soffrono di calcoli, artrite, gotta, reumatismi, iperacidità. In caso di elevata ingestione di foglie crude sono stati riscontrati avvelenamenti con lesioni renali in bambini. Incompatibilità con le acque minerali e con i contenitori in rame. Strofinata sulla pelle, l'acetosa è un eccellente rimedio contro le bolle provocate dalle ortiche e spesso le due piante crescono negli stessi luoghi.

 

Le parti che si usano sono i fiori e le foglie. Componenti: resine, mucillagini e alcaloidi. Proprietà: sedativa, diuretica, abbassa la pressione sanguinea, sonnifera, ipotensive, lassativa.

Borracina acre - Sedum acre 

Fioritura: giugno/luglio

E' una piccola pianta carnoso - succulenta di aspetto erbaceo, strisciante, perenne e sempreverde appartenente alla famiglia delle Crassulaceae.

Il nome del genere (“Sedum”) definito come molti altri da Linneo potrebbe derivare dal verbo di radice latina “sedeo” = “io mi siedo” per il tipo di fusto prostrato oppure anche (secondo altre dizioni) da “sedare”, “calmare” in riferimento ad alcune proprietà della pianta.

Le radici sono superficiali e sottili prodotte da stoloni. La pianta si strappa facilmente dal terreno.

 

 

Il nome generico Calluna deriva dalla parola greca καλλύνω (kallýnō), verbo che vuol dire “pulire, spazzare”: infatti un tempo il brugo veniva usato per fare scope. Il nome specifico vulgaris deriva dall'aggettivo latino che significa “comune”, “conosciuto da tutti”

Brugo - Calluna vulgaris

Fioritura: agosto/ottobre

E' una pianta spontanea appartenente alla famiglia delle Ericacee e al genere Calluna, di cui è l'unica specie. Si tratta di una suffruticosa, spesso erbacea e perenne, che cresce poche decine di centimetri anche in larghezza e in altezza, è una aghifoglia e sempreverde. Talvolta è erroneamente chiamato con il nome di erica selvatica o erica.

Il genere Calluna si distingue dal genere affine Erica per le foglie più piccole e per la corolla e il calice divisi in quattro parti (tetramero e non pentamero come l’Erica). Spesso comunque viene confusa con le specie di questo genere: infatti la calluna a volte è chiamata anche falsa erica o impropriamente erica selvatica o ancora più impropriamente erica. Spesso viene confusa con l'erica carnea, che è molto simile come portamento, dimensione e colore.

 

Tutte le specie di eriche sono piante mellifere, si può ottenere un buon miele monoflorale e sono bottinate dalle api[5].

Erica - Erica arborica

Fioritura: marzo/giugno

E' un genere della famiglia delle Ericacee, comprendente circa 660 specie sempreverdi a portamento arbustivo.

La maggior parte delle specie è frutici o suffrutici alti da 20 cm a 1,5 m. Le specie più alte sono Erica arborea ed Erica scoparia che possono raggiungere anche 6-7 m. Tutte le specie sono sempreverdi con foglie piccole ed aghifoglia lunghe 2-15 mm. La produzione di fiori è in genere abbondante e per questo le piante di Erica sono coltivate come ornamentali. I semi sono molto piccoli e in alcune specie possono rimanere sul suolo per decenni. La maggior parte delle specie (circa 660) è endemica del Sudafrica e si trova nel fynbos, la landa tipica della Regione floristica del Capo.

 

Il nome di questa pianta è nato grazie alle grandi virtù medicinali che le si attribuivano anticamente. Infatti il nome generico (Potentilla) deriva dal vocabolo latino potens (= potenti proprietà curative) o portentum (= prodigiose possibilità sprigionate dalla pianta) e dal diminutivo illa, quindi potenti proprietà curative in un piccolo fiore[1]. Il nome specifico (reptans) deriva ovviamente dal portamento strisciante della pianta

Cinquefoglia comune - Potentilla reptans

Fioritura: giugno/agosto

una piccola pianta erbacea dal portamento strisciante e dai fiori gialli, appartenente alla famiglia delle Rosaceae.

Il genere di questa pianta (Potentilla) è abbastanza numeroso, 200 è più specie delle quali oltre una cinquantina sono spontanee dei nostri territori. La famiglia (Rosaceae) è una delle più importanti sia perché comprende fiori diffusissimi come le rose ma anche per il discreto numero di generi (alcune classificazioni elencano oltre 400 generi per diverse migliaia di specie).

 

Diffusione: questa pianta si trova soprattutto nelle Alpi (e, un po' più raramente, negli Appennini settentrionali). Fuori dall'Italia è presente sui rilievi europei, in Mongolia, sui Monti Altaj e in tutta l'Asia settentrionale. Habitat: l'habitat tipico per questa sottospecie sono i boschi di conifere, di faggete e castagneti, ma anche i prati moderatamente umidi, torbiere e margini dei ruscelli. Il substrato preferito è calcareo anche se sembra non sia legata particolarmente a questo tipo di substrato. Diffusione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare dai 900 fino ai 2300 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: montano, subalpino e alpino.

Concordia - Dactylorhiza maculata subsp. fuchsii

Fioritura: maggio/agosto

E' una pianta appartenente alla famiglia delle Orchidaceae. Il nome generico (Dactylorhiza) è formato da due parole greche: “dito” e “radice” e si riferisce ai suoi tuberi suddivisi in diversi tubercoli (tuberi a forma digito-palmata). Il nome specifico (maculata) fa riferimento alle foglie macchiate.
L'infiorescenza è composta da fiori raccolti in dense spighe (oltre 50 fiori). Nella prima fioritura la forma dell'infiorescenza è conica, poi a fine fioritura si stabilizza in una forma più cilindrica. I fiori sono posti alle ascelle di brattee membranose a forma lanceolato-lineare, lunghe un po' meno dei fiori e con apice appuntito. I fiori inoltre sono resupinati, ruotati sottosopra tramite torsione dell'ovario[1]; in questo caso il labello è volto in basso.

È presente quindi nelle zone montane dell'Europa meridionale (Pirenei, Balcani ma anche Carpazi) e a bassa quota anche nel Nord Europa (Scandinavia, Gran Bretagna), ma anche in Nord America e nel Caucaso (in questo caso si tratta di specie affini). In Italia è comune nelle regioni settentrionali montane compreso l'Appennino settentrionale; è raro nell'Italia centrale; assente al sud e nelle isole. Si trova sui prati montani subalpini e alpini, luoghi umidi a mezz'ombra con terreni fertili e ben concimati, ma anche suoli argillosi e ricchi di humus. Pianta leggermente nitrofila.

Il botton d'oro - Trollius europaeus

Fioritura: maggio/giugno

E' una pianta erbacea, eretta (20 – 50 cm di altezza; massimo 70 cm) e perenne appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae. È una pianta velenosa in ogni sua parte, come gran parte delle Ranunculaceae, ma innocua se essiccata.
Il nome del genere (Trollius) deriva dal tedesco antico “troll” che vuol dire globoso, in riferimento alla forma a palloncino del fiore. Tale denominazione veniva usata già nel XVI secolo. È il naturalista svizzero Conrad Gessner che ci parla nei suoi scritti di questo fiore probabilmente conosciuto durante la sua ascensione al Monte Pilatus (nel 1555) nei pressi di Lucerna. Infatti da quelle parti il fiore era chiamato volgarmente “Troll Blume”. Ma un'altra fonte fa derivare il nome sempre dal vocabolo “troll” che è anche proprio della lingua svedese e indica una divinità nordica maligna alludendo probabilmente alla velenosità della pianta. Comunque la prima descrizione scientifica l'abbiamo da Linneo che nel 1753 la inserì nei suoi scritti. Il nome italiano di “botton d'oro” fa riferimento evidentemente alla caratteristica forma del fiore.

In Italia è comune fino ai 2000 m s.l.m. e la si può trovare facilmente nei prati e pendii piuttosto magri, oppure sui margini dei sentieri. È presente in tutta Europa e Asia occidentale.

Ambretta - Knautia arvensis

Fioritura: maggio/settembre

E' una pianta tradizionalmente classificata nella famiglia Dipsacaceae, che la moderna classificazione APG attribuisce alle Caprifoliaceae. È una pianta perenne (perlopiù biennale), erbacea, rizomatosa alta fino a 1 m con infiorescenza piena su un fusto peloso con foglie in parte lanceolate e in parte pennatopartite.
Il nome del genere (Knautia) deriva dal botanico sassone Christian Knaut (1654 - 1716), voluta da Linneo in sua memoria (morto nello stesso anno, 1716, in cui venne pubblicata la sua opera principale: Methodus plantarum). Quello della specie deriva dal latino: arvensis = dei campi, in quanto stazione preferita per tali piante sono i prati.

E' presente in tutta Europa, Asia e Nord America; inoltre è largamente naturalizzata in tutto il mondo. Si può trovare anche in Africa boreale e nell'Australia. In Italia è comune su tutto il territorio. Nelle Alpi è presente su entrambi i versanti. Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nella Foresta Nera, Vosgi, Massiccio del Giura, Massiccio Centrale, Pirenei, Monti Balcani e Carpazi. Nel resto dell'Europa è presente ovunque. In particolare si trova anche nella Transcaucasia, Anatolia, Asia mediterranea e Magreb.

Brunella - Prunella vulgaris

Fioritura: giugno/settembre

E' una piccola pianta perenne appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Il nome generico (Prunella) deriva da una parola tedesca ("die Bräune", "die Halsbräune" o "die Breune") per indicare una infiammazione delle tonsille, una malattia per la cui cura in passato si usava questa pianta. In realtà il nome di questo genere inizialmente era Brunella, usato per la prima volta dal botanico francese Joseph Pitton de Tournefort.