Cosa sono?

Le torbiere sono ambienti caratterizzati da grande abbondanza di acqua (acquitrino o palude) in movimento lento e a bassa temperatura. In tale ambiente si sviluppa una vegetazione prevalentemente erbacea tipica di luoghi umidi, briofite (muschi) ma anche Gramineae (graminacee), Cyperaceae ed altre. In ambiente umido e freddo in presenza di consistenti quantità di composti tannici e di sostanze acide, l'attività dei batteri che naturalmente degradano la sostanza organica viene fortemente inibita, per di più l'ambiente limoso e con scarsa circolazione di acqua e quindi povero di ossigeno rende inospitale l'ambiente per i microrganismi. Il materiale vegetale che deriva dal ciclo biologico delle piante che vivono nella torbiera, tende quindi progressivamente ad accumularsi in strati dando origine alla torba, unitamente a resti di animali come gli insetti. In certe condizioni, prevalentemente in climi umidi e freddi in ambiente acido anche la decomposizione dei tessuti animali viene completamente inibita, conservando in modo spesso stupefacente manufatti, animali morti e resti umani. Sono celebri i cadaveri ritrovati in Europa settentrionale, vittime spesso di sacrifici umani e conosciuti col nome di "mummie di palude". Poiché il processo di formazione è favorito dalle basse temperature e condizionato dal rapporto tra precipitazioni ed evapotraspirazione, la diffusione delle torbiere è molto maggiore nelle zone settentrionali d'Europa a clima piovoso e temperato e nelle zone alpine, mentre sono progressivamente meno frequenti nelle aree più calde e pressoché assenti nelle regioni mediterranee. L'interesse geobotanico per le torbiere in queste aree è particolarmente elevato proprio perché in esse vengono ospitate specie vegetali artico-alpine al limite meridionale della loro distribuzione.

 

Formazione

La nascita di una torbiera è la conseguenza di un processo che prende avvio con l'interramento di uno specchio d'acqua o con l'impaludamento di una superficie asciutta. In entrambi i casi la prima fase è caratterizzata dalla presenza di uno strato di acqua libera e la sostanza organica depositata proviene in massima parte dal ciclo biologico delle alghe e degli organismi che vivono sul fondo (bentonici). Successivamente si osserva la comparsa di piante flottanti o radicate in acque relativamente profonde i cui depositi si innalzano progressivamente fino a raggiungere il pelo dell'acqua. Quindi la torbiera vera e propria inizia il suo sviluppo “semiterrestre” con la diffusione delle specie tipiche che radicano al di sopra del pelo dell'acqua. Si innesca una moderata sequenza stagionale di secca-ossigenazione seguita da una successiva fase di alluvione-anossia. Con il passare del tempo la massa torbosa tende lentamente ad alzarsi per effetto del continuo deposito di nuova sostanza organica dando origine a cumuli all'interno dei quali la torba degli strati sottostanti viene pressata dal peso del nuovo materiale di accumulo. La struttura fortemente igroscopica della torba fa sì che questi “cuscinetti” si imbevano d'acqua e costituiscano una sorta di spugna che da un lato trattiene l'acqua meteorica e dall'altro, per effetto della capillarità, facilita la risalita della falda. La condizione delle basse temperature è assolutamente fondamentale, dato che la solubilità dell'ossigeno nell'acqua aumenta col diminuire della temperatura. Quindi da un lato anche a discreta profondità nella zona alluvionata e gelida possono permanere condizioni di ossigenazione sufficienti alla crescita anche rigogliosa della vegetazione, (spesso acidificante) quando la crescita della vegetazione stessa provoca l'affondamento di quella morta, (compresi gli inclusi animali ed inerti) i materiali deposti scendono rapidamente nello strato anossico (e soprattutto acido) dove la vita anche batterica non è più possibile e dove i materiali sono intrappolati. Man mano che, a seguito dell'elevazione, la superficie esposta all'aria aumenta, il contatto con l'ossigeno induce processi di mineralizzazione della sostanza organica, con conseguente liberazione di nutrienti, aumento della fertilità del substrato e colonizzazione da parte di specie più esigenti rispetto a quelle tipiche di torbiera. Frequentemente si assiste alla colonizzazione da parte di cespugli, che determinano il caratteristico paesaggio della torbiera. Le torbiere vengono definite attive finché prosegue il deposito di nuova sostanza organica, spesso la evoluzione della torbiera è a suolo planiziale compatto coperto da normale manto erboso e arboreo, mentre nel sottosuolo a poca profondità permangono giacimenti di torba

 

Condizioni per la loro formazione

Bilancio idrico: nullo o positivo

Rilievo: deve permettere una stagnazione dell'acqua

Suolo: roccioso, argilloso e sabbioso impermeabile limitante le perdite di acqua 

Clima: temperature basse (vedi Nord Europa e Alpi)

Flora di base: piante con capacità di stoccare acqua (almeno in una prima fase)

Piante: vedi sezioni sotto

Acidità del suolo: acido (torbiere alte) ma pure basico (tobiere basse)

 

 

Benefici

Habitat di specie rare/protette/minacciate: batteri, alghe unicellulari, fiori 

Ritenzione idrica: permettono di tratterene e regolamentare flussi acqua

Filtraggio/purificazione acqua: utilizzo di di materie minerali/organiche in eccesso

Archivio storico di vegetazioni passate: ritrovate piante (vedi felci) ma pure corpi umani

Vantaggi (?) economici In situ: legumi, ossicocco, peccio nero

Vantaggi (?) economici Ex situ: oritculture, combustibile, balnoterapia

 

Tricoforo cespuglioso - Trichophorum cespitosum (L.)
Rischio minimo (infoflora)
Fioritura: aprile/giugno

Pianta fondamentale per la creazione delle torbiere in quanto capace di trattenere l'acqua, calcio e magnesio liberando idrogeno che acidifica il terreno

 

Carice tagliente - Carex acutiformis
Rischio minimo (infoflora)
Fioritura: maggio/giugno

Pianta erbacea perenne con fusti acuti trigoni e alti fino a 1,5 mt. Le foglie sono verdi, generalmente più lunghe dei fusti, piane e larghe da 5 a 10 mm. e ruvide nel bordo. L'infiorescenza è di colore marrone-bruno tendente al rossastro, ha da 2 a 6 spighette maschili nella parte superiore e da 2 a 6 spighette femminili in quella inferiore. Le spighe sono lunghe da 4 a 6 cm. ed hanno fiori con tre stimmi.

Habitat e distribuzione: Comune nelle paludi, stagni, sponde dei laghi e corsi d'acqua, ad un'altitudine che varia da 0 e fino a 1.500 mt. slm.

 

Cannuccia di palude - Phragmites australis
Rischio minimo (infoflora)
Fioritura: luglio

È una specie erbacea perenne, rizomatosa; può raggiungere anche i 4 metri di altezza. La specie sembra essere nativa dell'Eurasia ma è diffusa in ogni parte del mondo. Si sviluppa in densi canneti in prossimità di paludi e aree umide, sulle sponde di laghi, stagni, fossati e in terreni incolti bagnati; tollera un moderato livello di salinità. Le foglie, opposte, sono ampie e laminari, lunghe da 15 a 60 cm, larghe 1 - 6 cm, glabre, verdi o glauche. All'apice del fusto è presente una pannocchia di colore bruno o violaceo, lunga fino a 40 centimetri

 

Concordia - Dactylorhiza maculata
Vulnerabile (infoflora)
Non inventoriata in Ticino e rarissima in Svizzera ma presente sul Lucomagno
Fioritura: luglio/agosto

Pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Orchidaceae, spontanea nei luoghi freschi d'Italia. E' presente comunemente su tutto il territorio italiano (è dubbia la presenza in Sardegna). Sui rilievi europei è ovunque presente (manca solamente sui Monti Balcani). È diffusa anche in Asia settentrionale.
Predilige luoghi soleggiati in pianura o collina; si può trovare nei prati lievemente umidi, ma anche nel sottobosco di boschi radi ed aridi, in zone a cespuglieti, presso i bordi di ruscelli. Il substrato preferito è sia calcareo che siliceo con pH neutro, con basso valore nutrizionale del terreno che deve essere mediamente umido. In particolare per questa specie si individua una lieve preferenza per terreni acidofili e igrofili. Diffusione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 2200 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano, subalpino e in parte alpino

 

Arnica - Arnica montana
Rischio minimo (infoflora)
Fioritura: giugno/agosto

E' un'erba medicinale della famiglia delle Asteraceae, ghiandolosa, perenne, a fusto eretto e mediamente robusto, alta 20 – 60 cm, dai grandi capolini di colore giallo aranciato con caratteristici petali "spettinati" e dal gradevole odore aromatico.

Il nome del genere (Arnica) potrebbe derivare da una alterazione del tardo-latino ptàrmica, a sua volta derivato dal greco ptarmikos (starnutatorio) con allusione alle proprietà starnutatorie connesse con l'odore della pianta. Altri autori però preferiscono partire dalla parola greca arnakis (pelle di agnello) facendo riferimento alla delicata tessitura delle sue foglie,

La forma biologica della pianta è definita emicriptofita rosolata: ossia pianta erbacea, perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla neve (emicriptofita); inoltre tali piante hanno le foglie disposte a formare una rosetta basale (rosolata).

 

Primula farinosa - primula farinosa
Rischio minimo (infoflora)
Fioritura: maggio/luglio

La Primula farinosa appartiene al genere (Primula) il quale comprende circa 500 specie. Anche la famiglia di appartenenza Primulaceae è ampia e comprende 12 generi (anche se alcuni studiosi arrivano a descriverne fino a 28), diffusi quasi esclusivamente nella zona temperata boreale. Dato il grande numero di specie del genere Primula, questo viene suddiviso in trentasette sezioni. La specie di questa scheda appartiene alla sezione Farinosae caratterizzata dall'avere le foglie glabre o cosparse di minutissimi peli, l'infiorescenza inoltre possiede delle brattee gibbose o a base saccata.

Il nome del genere (“Primula”) deriva da una antica locuzione italiana che significa fior di primavera (e prima ancora potrebbe derivare dal latino primus). All'inizio del Rinascimento questo termine indicava indifferentemente qualsiasi fiore che sbocciasse appena finito l'inverno, ad esempio così si indicavano le primaverili margheritine.

È una pianta erbacea e perenne dall'aspetto cespitoso ma un po' gracile. La fioritura è unica nel corso dell'anno (sono piante “monocarpiche” = un solo frutto nell'arco della stagione).

 

Cinquefoglia tormetilla - Potentilla erecta
Rishio minimo
Fioritura: giugno/settembre

E' una piccola pianta di altezza media, dai fiori gialli a quattro petali, appartenente alla famiglia delle Rosaceae.

Il nome di questa pianta è nato grazie alle grandi virtù medicinali che le si attribuivano anticamente. Infatti il nome generico (Potentilla) deriva dal vocabolo latino potens (= piccola pianta con potenti proprietà curative) o portentum (= prodigiose possibilità sprigionate dalla pianta)[1]. Il nome specifico (erecta) deriva ovviamente dal portamento della pianta.

 

Poligala alpestre - Polygala alpestris
Rischio minimo (infoflora)
Fioritura: giugno/luglio

E' una pianta erbacea perenne appartenente al genere Polygala e alla famiglia delle Polygalaceae

Nell'antichità l'infuso di questa pianta veniva usato perché (così si credeva) favoriva la produzione del latte nelle gestanti (ma anche nelle mucche), da qui il nome del genere “Polygala” = molto latte.

I frutto consiste in una capsula compressa da un lato. La parte carnosa del seme (strofiolo) presenta delle appendici lunghe 1/3 del seme. La dispersione dei semi avviene mediante formiche,

In Italia vegeta nei pascoli subalpini e alpini in ambiente calcareo.

 

Pennacchio - Eriophorumscheuchzeri
Richio minimo (infoflora)
Fioritura: giugno/agosto

E' un genere di Angiosperme (piante con fiori) della famiglia delle Ciperacee. La distribuzione è boreale ed il loro habitat è costituito prevalentemente da torbiere acide, particolarmente abbondanti nella tundra articaSono un paragrafo. Clicca qui per aggiungere o modificare un testo. Qui puoi raccontare ai tuoi visitatori chi sei e qual'è la tua storia.

Sono piante erbacee perenni con foglie slanciate e sottili. I semi si trovano su piccole spighe ricoperte da una massa dalla consistenza cotonosa, la quale aiuta la dispersione anemocora (i.e. col vento). Nelle regioni artiche questo rivestimento cotonoso funge anche da isolante, mantenendo una temperatura più alta (durante la stagione calda) degli organi riproduttivi.

 

Vulneraria annuale - Tripodion tetraphyllum
Non presente in Infoflora
Fioritura: marzo/maggio
 

Appartenente alla famiglia delle Fabaceae e nota anche come Physanthyllis tetraphylla (L.) Boiss. è una Pianta comune che ha origine in Zone mediterranee (climi secchi).

 

Pratolina comune - Bellis perennis
Rischio minimo (infoflora)
Fioritura: febbraio/novembre

E' una specie appartenente alla famiglia delle Asteraceae, molto comune in Europa. 

Per i fiori così comuni come questo, l'etimologia del nome è sempre un problema in quanto si deve risalire parecchio indietro nel tempo. Alcuni dicono che il nome derivi da Bellide, una delle barbare e crudeli figlie (chiamate Danaidi) di Dànao, re di Argo; altri lo fanno derivare dal latino bellum (= guerra) in riferimento alle sue presunte capacità di guarire le ferite. Più facilmente, secondo i filologi moderni, il suo nome deriva dall'aggettivo (sempre latino) bellus (= bello, grazioso) con riferimento alla delicata freschezza di questo fiorellino. Mentre il nome specifico (perennis) fa riferimento al ciclo biologico di questa specie (perenne)